domenica 7 ottobre 2012

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venerdì 21 settembre 2012

recensione iphone 5


L’iPhone 5 tra pochissimo sarà nelle mani di tutti ma nel frattempo le più prestigiose testate giornalistiche hanno avuto modo di provare per alcuni giorni questo dispositivo, scrivendo recensioni complete e dettagliate. Di seguito vi riportiamo la lunghissima prova effettuata da CNET che consideriamo una delle migliori recensioni che abbiamo letto.
I Pro: L’iPhone 5 aggiunge tutto quello che volevamo all’iPhone 4S: La connettività 4G LTE per una maggiore velocità per quanto riguarda la navigazione internet; uno schermo più grande, un processore A6 più veloce. Inoltre il nuovo design lo rende veramente sottile e straordinariamente leggero.
I Contro: Il nuovo connettore più piccolo rende inutilizzabili gli attuali accessori senza utilizzare un adattatore. Non è presente la tecnologia NFC.
Conclusioni: L’iPhone 5 ricostruisce completamente l’iPhone su un quadro di nuove funzionalità e design, risolvendo le carenze precedenti. E’ in assoluto il miglior iPhone fino ad oggi e trova sicuramente il suo posto tra i migliori smartphone del mondo.
Ho avuto la possibilità di utilizzare l’iPhone 5 per quasi una settimana e sono riuscito a fare quasi tutto quello che riesco a pensare. Si tratta dello smartphone più futuristico ed eccitante del secolo? Sicuramente No. E’ originale come lo fu il primo iPhone? Sicuramente No. Altri smartphone riescono a batterlo in diversi punti sulle caratteristiche: se volete uno schermo più grande infatti, potete acquistare un Samsung Galaxy S3, se volete una maggiore durata della batteria, allora dovete comprare un Droid Razr Maxx, ma se volete un grande smartphone a tutto tondo, costruito in maniera impeccabile per coprire tutte le vostre esigenze quotidiane, allora è proprio lui quello che fa al caso vostro. Proprio come il MacBook rappresenta il miglior computer portatile al mondo, il nuovo iPhone è uno tra i primi tre, se non il miglior-progettato, degli smartphone esistenti. E’ migliore sotto ogni punto di vista.

Cosa c’è di diverso?

Lo scorso anno, quando abbiamo recensito l’iPhone 4S, abbiamo detto: “Anche senza connettività 4G ed uno schermo più grande, questo smartphone comprensivo di Siri, i vantaggi dell’iOS 5 e l’ottima fotocamera lo rendono veramente fantastico. Beh, adesso il nuovo iPhone 5 ha la possibilità di utilizzare la connessione dati 4G LTE ed anche se non ha uno schermo gigante, le dimensioni sono state comunque aumentate. La fotocamera era già ottima ma è stata leggermente migliorata, i tre microfoni riducono i rumore aumentando la qualità delle chiamate e, come sempre, il nuovo iOS 6 porta interessanti novità come il software di navigazione turn-by-turn, un assistente vocale (Siri) ancora più intelligente, Passbook, una sorta di portafoglio digitale in cui memorizzare i propri documenti, le carte regalo, quelle di imbarco ed i biglietti.
A questo punto, dopo un anno, la domanda è: Sono sufficienti queste novità? Per me, lo sono. Non voglio molto di più dal mio smartphone. Certo, mi piacerebbe sperimentare qualche nuova tecnologia “magica” ma non a discapito dell’utilità. In questo momento non sono sicuro del futuro di tante tecnologie in uso.
Ogni anno, una manciata di importanti novità vengono portate in luce da un nuovo modello di iPhone. Questa volta tocca al 4G, alle dimensioni dello schermo e allo straordinario lavoro ingegneristico che sta dietro al nuovo design più sottile ed allungato ma al tempo stesso leggero e super compatto. In questi giorni avrete già letto decine di volte le specifiche tecniche, ed anch’io le andrò a ripetere più avanti, ma iniziamo la recensione parlando delle primissime cose che ho notato e che mi hanno positivamente stupito.
1. Prima di tutto, sono stato colpito dalla leggerezza di questo telefono. E’ il più leggero, anche se lo schermo è più grande. Dopo averlo maneggiato per un paio di giorni, sentirete l’iPhone 4S pesante come il piombo.
2. Lo stesso discorso vale anche per lo schermo. La maggiore dimensione in altezza è molto ridotta, ma proprio come un Display Retina, dopo averlo provato è difficile tornare indietro. Lo spazio in più aggiunge tanti pixel che consentono una migliore navigazione, una fantastica esperienza per quanto riguarda la riproduzione dei video in landscape, ed una migliore organizzazione della SpringBoard con una riga di icone in più per ogni pagina.
3. Il terzo motivo sta nel fatto che questo telefono farà sembrare la vostra connessione WiFi domestica dannatamente lenta. O almeno è quello che ho pensato della mia. Chi già utilizza un telefono che supporta la rete 4G saprà di cosa parlo ma per i possessori di iPhone sarà una novità incredibile. Ho provato ad effettuare dei test sulla velocità delle reti e la LTE supera quella del mio WiFi, così ho deciso di staccarmi del tutto dal router ed utilizzare solo la rete cellulare per effettuare una videochiamata FaceTime. In LTE la velocità che ho raggiunto nei miei test è stata dai 10 ai 20MBps, ovvero il doppio di quella che raggiungo con la connessione WiFi di casa. Utilizzando l’iPhone 5 come Hotspot Personale per un computer portatile o altri dispositivo, vi permetterà di ottenere risultati straordinari.

Il Look: Più sottile, ottimi materiali e super leggero

Conoscete tutti il look dell’iPhone, anche se negli anni è stato leggermente trasformato e rifinito: Un tasto Home circolare ed un rettangolo dagli angoli arrotondati con uno schermo di dimensioni “familiari”: è questo l’iPhone.
Il nuovo modello ha un corpo molto ampio in metallo ed è ancora più sottile.
Frontalmente e lateralmente sembra molto simile all’iPhone 4S: Gli stessi pulsanti per regolare il volume, attivare o disattivare la modalità silenziosa ed il tasto per accendere e spegnere il telefono. Il Jack per le cuffie è stato spostato nella parte inferiore del telefono, proprio come gli iPod Touch. Questa caratteristica potrà non piacere a qualcuno ma trova le sue ragioni considerando che tutta la parte inferiore è stata riprogettata. Troviamo infatti nuovi speaker più grandi con un diverso tipo di griglia forata ed il nuovo connettore Lightning.
Il retro fatto tutto di Gorilla Glass è stato rimpiazzato dal metallo. Le due diverse tonalità di colore fanno ripensare al primo iPhone fatto di alluminio ed una parte nera. La parte superiore ed inferiore del retro resta ancora di vetro. Apple dichiara che l’alluminio anodizzato utilizzato per la parte posteriore dell’iPhone 5 è esattamente lo stesso che viene adoperato per i MacBook per cui sappiamo che resiste benissimo ai graffi e agli urti. Sull’iPhone 5 nero, l’alluminio ha una tonalità grigio ardesia, mentre sul modello bianco, è esattamente come i MacBook. L’alluminio sostituisce anche l’acciaio utilizzato nell’iPhone 4 e 4S per le parti laterali. Il vetro anteriore, è posto sopra lo scheletro d’alluminio ed è ragliato con angoli arrotondati e rientranti, eliminando gli spigoli vivi e riducendo possibili danni.
Se confrontiamo lo spessore di un iPhone 4S con quello dell’iPhone 5, possiamo notare subito una differenza. Ma se li prendiamo in mano, il nuovo dispositivo Apple sembrerà ancora più sottile perchè l’estrema leggerezza e le dimensioni allungate lo slanciano ulteriormente e ci lasciano veramente impressionati. Potremmo definirlo un iPhone Air.
Il nuovo iPhone non sembra così drasticamente diverso dall’iPhone 4, eppure lo è. Il design potrebbe essere definito come una sorta di fusione tra il modello precedente, l’iPad ed il design del MacBook.
Il nuovo schermo è più grande, lo si nota anche da lontano. Non abbiamo ancora uno schermo che va da bordo-a-bordo come succede con alcuni telefoni Android ma è stato ricavato un pò di spazio in più riducendo i bordi. Ad esempio, se esaminiamo bene il nuovo smartphone con quello precedente, possiamo notare che la zona intorno al tasto home è leggermente meno alta. Allo stesso modo, lo spazio che separa lo speaker superiore all’inizio del display è stato leggermente ridotto. Lo schermo dell’iPhone 5 è alto come quello del Samsung Galaxy S2 ma è ovviamente meno ampio. Questo design permette di avere un’impugnatura perfetta come quella dei modelli precedenti e la maggiore lunghezza riesce a coprire meglio la propria faccia durante una chiamata.
Durante questa settimana di prova, ho dimenticato che l’iPhone fosse più grande proprio perchè tenendolo in mano si ha la stessa sensazione dei precedenti e un’ottima impugnatura. Si riesce a mettere tranquillamente anche nei pantaloni.

Il nuovo display da 4 pollici

L’iPhone 5 finalmente estende il vecchio schermo da 3,5 pollici portandolo a 4. E’ la prima volta dopo 5 anni che avviene questo tipo di cambiamento. Lo schermo viene esteso in altezza ma non in larghezza: una mossa che porta la risoluzione a cambiare dai precedenti 960×640 pixel ai 1360×640 pixel. E’ ancora un Retina Display con una densità per pixel pari a 326 ppi. Tutte le icone ed i pulsanti delle applicazioni restano perfettamente identiche sul nuovo display, ma questo lascia spazio a nuove funzioni, o spazio extra per visualizzare una nuova riga di icone e per assicurare una fantastica riproduzione di video e visualizzazione di foto.
E se in modalità Portrait sarà più semplice leggere libri ed utilizzare tutte le applicazioni, in modalità Landscape avremo la sensazione di poter inserire più testo con la tastiera. Effettivamente avremo più spazio laterale per cui visualizzeremo più parole in un solo rigo. Anche la tastiera virtuale è estesa e si viene a creare un pò di spazio ai lati che richiederanno un pò di pratica per abituarcisi, all’inizio.
Per rendervi un’idea di quanto si allunghino le applicazioni, nell’applicazione Mail, su iPhone 5, con una sola linea di anteprima per ogni mail è possibile visualizzare 6 messaggi e mezzo. Sull’iPhone 4S invece, riescono ad entrare nello schermo 5 messaggi e 3 quarti. 8 Task in una sola schermata dell’applicazione Reminders su iPhone 5 contro i 5 visibili sull’iPhone 4/4S. La schermata di seguito mostra Infinity Blade prima dell’ottimizzazione, con dello spazio nero superfluo in entrambi i lati dello schermo.
Nonostante tutto questo, le applicazioni non-ottimizzate funzionano perfettamente sul nuovo iPhone 5, soprattutto in portrait, ma alla lunga noteremo la differenza per cui ci si aspetta che tutti gli sviluppatori di applicazioni inviino dei nuovi aggiornamenti ad Apple.
Le applicazioni ufficiali rilasciate in App Store dalla società di Cupertino sono già pronte per la nuova risoluzione e questo ne è un esempio:
Chi beneficerà maggiormente del nuovo schermo saranno i giochi, l’applicazione per la riproduzione dei video, quelle per le foto e per la lettura di notizie o libri.
Guardare i video sul nuovo schermo da 16:9 è veramente bello. Un episodio di Planet Earth in HD riempie perfettamente lo schermo senza lasciare spazi neri come sull’iPhone 4S. Penso che la cosa che vi mancherà di più nel caso in cui doveste tornare indietro ad un modello precedente di iPhone dopo aver provato il 5, sarà proprio lo schermo.
Al nuovo iPhone 5 è stato anche rimosso un livello dallo schermo, creando una sola superficie capacitiva. Non ho notato subito la differenza nell’utilizzo, e la risposta è chiara e rapida come prima. Apple promette il 44% di saturazione in più del colore su questo nuovo display, una cosa molto analoga all’iPad di terza generazione. Tuttavia, guardando Planet Earth in HD sullo schermo dell’iPhone 5 accanto a quello dell’iPhone 4S la differenza non sembra così grande. Il sensore che regola la luminosità dello schermo in maniera del tutto automatica è stato leggermente migliorato. Rispetto al 4S il nuovo iPhone riesce a regolare meglio l’intensità di luce in base al posto in cui ci si trova.
Con la nuova dimensione del display, non per tutti sarà possibile arrivare con il proprio pollice dal tasto Home all’estremità più alta (angolo sinistro) dello schermo.
Questa cosa potrebbe portare gli sviluppatori a puntare maggiormente sulla modalità landscape, soprattutto per quanto riguarda i giochi dove lo spazio aggiuntivo potrebbe essere utilizzato per dei tasti virtuali per muovere i nostri personaggi.

Connettività

Oltre al supporto alla rete 4G LTE, l’iPhone 5 è stato dotato di un Bluetooth più veloce ed il WiFi 802.11n in grado di funzionare in dual-band a 2.5 GHz e a 5 GHz contemporaneamente in maniera tale da determinare la frequenza più libera per lo scambio dati, evitando interferenze ed assicurando una maggiore velocità di trasmissione dati.

Fotocamera

La fotocamera dell’iPhone 5 è sostanzialmente la stessa di quella precedente. Si tratta di una 8 Megapixel con qualche nuova caratteristica e dei miglioramenti. Le lenti sono protette da un vetro molto più resistente ai graffi e l’hardware permette una migliore regolazione dell’illuminazione, una maggiore stabilizzazione, tempi inferiori di scatto e la possibilità di scattare foto durante una ripresa video.
Le foto scattate da iPhone sono eccellenti. Le pecche si sentono in mancanza di un’adeguata luminosità ma in presenza di luce diretta i risultati sono meravigliosi.
 
Sono stati effettuati dei test sia all’interno che all’esterno ed i risultati sono leggermente migliori del 4S.
 
La nuova modalità Panorama di iOS 6 aggiunge la possibilità di ottenere foto fino a 28 Megapixel. La semplicità di scatto è impressionante ed i risultati sono superiori a qualsiasi applicazione presente in AppStore. Il funzionamento è semplice, basterà tenere l’iPhone fermo in mano e seguendo una linea virtuale sullo schermo potremo muoverci a 360°. Gli scatti saranno continui e la precisione sarà ai massimi livelli, ottenendo foto finali perfette.
La nuova fotocamera iSight riesce a scattare foto più velocemente dell’iPhone 4S che a sua volta le scattava più velocemente del 4. Tap ripetuti sul pulsante di scatto, permettono di ottenere una sequenza di foto ben delineata e tutte con un’ottima messa a fuoco.
Lo stabilizzatore di immagini permette di ottenere video più “fermi”. Il risultato non è ancora perfetto nè buono quanto una fotocamera compatta ma è comunque un’ottimo traguardo per una fotocamera così piccola, posta all’interno di un telefono.
Le immagini scattate durante una registrazione video non saranno da 8 Megapixel ma sostanzialmente consisteranno in screenshot della risoluzione dello schermo. La fotocamera frontale FaceTime HD è stata migliorata quindi sia le foto che i video risultano migliori.

Qualità delle chiamate

Una caratteristica degne di nota di questo nuovo iPhone 5 è la straordinaria qualità della voce durante le chiamate. I miglioramenti sono dovuti all’introduzione di un terzo microfono che cancella quasi completamente il rumore, trasmettendo in maniera chiara e cristallina la nostra voce.

Performance: Il processore A6

Ognuno di questi ultimi tre anni, Apple ha sfornato un nuovo iPhone, ognuno dei quali dotato di un nuovo processore proprietario. Si è partiti dall’iPhone 4 con il Chip A4, superato poi dal chip A5 dell’iPhone 4S arrivando ad oggi con l’A6, un processore mai visto prima su un dispositivo mobile.
Il chip A6 è stato espressamente creato e disegnato per l’iPhone 5. Le caratteristiche tecniche non sono ancora tutte note ma grazie a GeekBench, una tra le più popolari applicazioni di diagnostica per iOS, si è visto che il processore ARM v7 funziona a 1.07GHz (più veloce degli 800MHz dell’A5) con 1,016MB (1GB) di RAM, il doppio rispetto all’iPhone 4S.
Provando ad aprire le classiche applicazioni Apple (iMovie, iPhoto, Pages, Numbers, Keynote, GarageBand, e Mappe), appesantite ulteriormente da un gran numero di documenti al loro interno, la maggiore velocità è perfettamente visibile.
Altri test preliminari sono stati effettuati lanciando SunSpider un Benchmark per i JavaScipt. Tutto è stato caricato con estrema velocità, il doppio rispetto all’iPhone 4S con dei risultati di 1,073ms contro i 2,238 ms del “vecchio” dispositivo. In test successivi, l’iPhone 5 ha ottenuto prestazioni 2.3 volte più veloci (o più veloci del 132%). Effettuare test più accurati sui giochi è difficile perchè al momento non ci sono grandi titoli che sfruttano al massimo le potenzialità del processore A6 nè dello schermo più grande.
L’unica nota non troppo positiva è che l’iPhone 5 utilizzato intensamente soprattutto per operazioni che richiedono la connessione 4G LTE come una videochiamata FaceTime di 20 minuti, è soggetto a surriscaldarsi. La parte posteriore in metallo è diventata calda, ma non bollente. Anche la consultazione delle mappe in modalità Flyover su rete LTE può causare lo stesso problema.

iOS 6

Gran parte delle novità di Apple stanno nel software, ed iOS 6, che verrà rilasciato tra poche ore (probabilmente entro le 19:00 di oggi, 19 Settembre), è il cuore di questo nuovo iPhone 5. Delle caratteristiche si è molto parlato su iSpazio per cui anzichè analizzare ogni singola funzione, vi mostriamo soltanto questo video:
Siri ancora più intelligente ed in Italiano; Nuova applicazione Mappe con visuale 3D e navigazione turn-by-turn; Passbook; i miglioramenti per l’AppStore, l’applicazione Telefono, la modalità non-disturbare, l’integrazione di una sorta di social network per votare e commentare le foto dello Streaming iCloud; la possibilità di scattare foto Panoramiche; Facebook e Twitter integrati per aggiornare gli status dal centro notifiche; e tante altre ancora.

Batteria

La batteria era la preoccupazione di tante persone: In un  telefono più sottile e leggero e che ha anche il supporto alla rete LTE, è ancora possibile sperare in una batteria più duratura? Ebbene si! L’iPhone 5 dura più a lungo del suo predecessore anche se l’autonomia resta inferiore ad altri terminali come ad esempio il Motorola Droid Razr Maxx, tanto per citarne uno. Apple promette 9 ore di autonomia in conversazione 3G, 8 ore di navigazione su rete 3G, 8 ore di navigazione LTE, 10 ore di navigazione WiFi o di riproduzione video, 40 ore di riproduzione musicale e 225 ore in standby.
Nei primi giorni di test, nonostante l’utilizzo intensissimo del dispositivo, al fine di provare tutte le nuove caratteristiche, tra chiamate, navigazione Web, riproduzione video, download vari, giochi, videochiamate FaceTime su rete WiFi e LTE ed un pò di tethering per offrire la connessione ad un portatile l’iPhone è durato un’intera giornata, partendo dalle 8 di mattina quando è stato staccato dall’alimentatore. I giorni successivi l’iPhone è durato dalle 7:30 di mattina alle 23:00, il giorno successivo è durato dalle 7:30 di mattina fino a mezzanotte.

Nuovi EarPods e Lightning

Apple fornisce nuove cuffie ed un nuovo connettore in sostituzione del vecchio Dock. Quest’ultimo aiuta sensibilmente a ridurre le dimensioni del dispositivo, salvando molto spazio. Il connettore Lightning è miniaturizzato, tutto digitale e può essere inserito in entrambi i versi all’interno del dispositivo.
Apple vende anche adattatori dal vecchio connettore a 30 pin a favore di questo nuovo a 8 pin a 29€, necessario per far funzionare i vecchi accessori. Apple renderà inoltre disponibili dei cavi Lightning-to-VGA e Lightning-to-HTMI tra qualche tempo.
Purtroppo se questo cambiamento porta tante buone novità dal punto di vista dello spessore e del peso del nuovo iPhone, comporta anche nuovi costi per gli accessori o adattatori. Le nuove cuffie sono veramente belle dal punto di vista del design e sono state studiate per essere adatte universalmente a tutti i tipi di orecchie.
La caratteristica è quella di mettere “il suono nell’orecchio” e funzionano molto bene.

Conclusioni: Chi dovrebbe comprare l’iPhone 5?

Il nuovo iPhone 5 per molti versi fa pensare al primo iPhone. Rispetto a quel primo smartphone sono stati compiuti passi da giganti ma ovviamente questo a molti non basterà. Con l’iPhone 5 non c’è una caratteristica “magica” che da sola può convincere qualcuno ad acquistarlo. Non abbiamo un unico fattore speciale come quello che FaceTime rappresentò per l’iPhone 4, o quello che Siri ha significato per l’iPhone 4S. In questo caso ne abbiamo tanti, più piccoli ma che complessivamente rappresentano un grande motivo per convincere chiunque ad acquistarlo.
E’ difficile trovare una singola parte in cui l’iPhone 5 non sia stato riscritto, ridisegnato, riproposto. Porta con sè un’impressionante attenzione per i dettagli. La maggior parte dei fanatici per la tecnologia avrebbero voluto vedere l’NFC o altre caratteristiche, ma i consumatori e gli utilizzatori abituali di iPhone sono già contenti delle caratteristiche del proprio, amato, telefono e vogliono esattamente l’opposto. L’iPhone 5 va un pò in questa direzione: non è un telefono completamente nuovo ma un telefono migliore, sotto ogni punto di vista, esattamente quello che un amante dell’iPhone desidera. Le lacune del modello precedente sono state colmate, come abbiamo detto all’inizio dell’articolo, per tutto il resto ci sono ulteriori miglioramenti.
Il connubio Hardware-software rende questo telefono quasi perfetto. Utilizzandolo per una settimana si è avuta l’impressione di dimenticarsi del processore più veloce, del peso ridotto, della connessione LTE. Tutto questo avviene perchè l’iPhone ha un aspetto così familiare e l’utilizzo è così normale e naturale che si ottiene una sensazione impossibile da riprodurre con qualsiasi altro telefono o modello di cellulare. Bisogna possederne uno per capire che il 5 è finalmente quel telefono perfetto che avevamo sempre voluto.

preo evolution soccer PES 2013


C'è stato un tempo nemmeno troppo lontano in cui PES e FIFA hanno rappresentato il paradigma del diverso modo di intendere i videogiochi di calcio, col primo a identificare agli occhi dei fan la simulazione perfetta, e il secondo invece a costituire il simbolo di un tipo di gioco più semplificato. Col passare degli anni le cose sono radicalmente mutate e il passaggio all'attuale generazione di console non solo ha segnato un cambio di tendenza fra i due rivali, ma per quanto riguarda Pro Evolution Soccer è stato pure abbastanza traumatico, perché da lì in poi la serie ha faticato ad imporsi, virando tra l'altro verso una vena più arcade e portandosi sul groppone tutti quei difetti "storici" per la cui risoluzione sembrava che non venisse fatto il necessario sforzo da parte degli sviluppatori. Un gradito ritorno?Le cose fortunatamente sembra che stiano cambiando, e già lo scorso anno con PES 2012 si sono registrati i primi segnali positivi per una svolta nuovamente simulativa che, se confermata anche nell'edizione di quest'anno, potrebbe consentire alla saga di guardare con ottimismo anche al futuro. Perché Konami ha capito che per tornare ai livelli che le competono forse è opportuno intraprendere una seconda via che possa offrire ai videogiocatori una prospettiva differente sui giochi di calcio, più immediata e divertente da un lato, ma senza dimenticare al contempo quegli aspetti che invece si dirigono verso il realismo. Ed è da questa idea che nasce Pro Evolution Soccer 2013. Il titolo si presenta quest'anno con dei menu sostanzialmente simili a quelli dell'edizione scorsa, idem per quanto concerne le modalità di gioco, che per larghi tratti sono simili alle versioni precedenti se non per alcune opzioni estese e alcuni perfezionamenti. Dunque si possono disputare come sempre le amichevoli, i campionati più importanti per club e le relative coppe internazionali, compresa la tanto amata Champions League. Presenti poi i vari tornei tipici della serie, quelli per le Nazionali e la modalità Diventa un Mito che fa il paio con la Master League nella sezione Football Life.Torna al Sommario

Tanta carne al fuoco

Quest'ultima in particolare è quelle che è stata ritoccata maggiormente in termini di opzioni: in questa edizione fanno infatti la loro comparsa gli allenatori e si aggiungono tutta una serie di strumenti, come per esempio la possibilità di acquistare degli oggetti specifici per arricchire il programma di allenamento della squadra e dei singoli atleti con nuovi esercizi utili a migliorare i calciatori in specifiche abilità, che incrementano la profondità di questa componente accessoria ma motivo d'interesse per parecchi utenti. Non manca la sezione allenamento specifico dove imparare al meglio tutte le novità del gameplay attraverso un interessante e completo tutorial che prevede tre sfide per ogni manovra, e quella relativa ai contenuti extra, da dove è possibile scaricare le rose aggiornate e accedere a una sorta di negozio interno mediante il quale si può acquistare tutto ciò che serve per poter personalizzare ulteriormente vari aspetti del gioco.Un gradito ritorno?Magari attraverso il solito, ottimo editor interno. Per quanto riguarda l'online purtroppo, come spesso accade quando si ha la fortuna di poter analizzare un titolo molto prima della sua uscita nei negozi, si deve anche tenere conto del fatto di dover pagare qualche dazio, nello specifico quello di non poter testare troppo a fondo le modalità di gioco in rete. Per forza di cose, quindi, considerando che il titolo non è ancora a pieno regime di utenti connessi, anche nel caso di Pro Evolution Soccer 2013siamo costretti nostro malgrado a illustrare le caratteristiche e le potenzialità che abbiamo potuto scorgere dalla nostra prova, demandando disquisizioni più approfondite su bilanciamento, lag e quant'altro ad altre sedi. Il gioco in rete è concettualmente simile a quello visto nel precedente episodio della serie, con il myPes per Facebook, con le partite classificate, i tornei e la comunità, che invece è stata impreziosita con parecchie novità che comprendono una migliorata interfaccia per le gestione dei menu, chat/bulletin board più "amichevoli" da utilizzare e, nel secondo caso, ricchi di informazioni come il numero totale di partite e vittorie tra i giocatori del gruppo, etc. Il cuore pulsante rimane però ancora una volta la Master League Online: quest'ultima gode finalmente di un sistema di matchmaking evoluto che consente di dividere i giocatori in classifiche a seconda del loro livello d'abilità: in questo modo si possono creare degli incontri più equilibrati e proporzionali al grado di esperienza di ciascun utente. In definitiva, anche se la scelta non è paragonabile per completezza a quella della concorrenza, per il multigiocatore sulla rete, in questa edizione 2013 ci troviamo dinanzi a un nuovo step evolutivo per la serie. E ora, dopo aver parlato tanto di menu e modalità, è arrivato il momento di scendere in campo.
PES FullControl, ProActive AI e Player ID sono i nomi dietro ai quali si nascondono i tre elementi chiave del gameplay di Pro Evolution Soccer 2013, coloro che ne sanciscono in tal senso un'ulteriore evoluzione positiva. Con il primo il videogiocatore ha un controllo quasi totale degli atleti virtuali sul campo, cosa che si traduce nella possibilità di eseguire completamente in manuale tiri (anche di precisione) e passaggi, ottenendone traiettorie più naturali e credibili. Un gradito ritorno?La gestione manuale funziona infatti piuttosto bene, ed è molto facile dosare la potenza degli stessi, anche se, specie per i primi, occorre molta pratica per indirizzare la conclusione verso lo specchio della porta e ottenere dei risultati, visto che la loro buona riuscita o meno dipende da diversi fattori compreso il piede usato per colpire la sfera, la velocità e la direzione di corsa, la posizione del corpo o la fisica della palla che continua ad essere uno dei fiori all'occhiello della serie. Sempre in tema di controllo dei calciatori, c'è da evidenziare il fatto che questi rispondono in maniera più immediata, anche se non sempre perfetta, ai comandi impartiti loro per effettuare anche i nuovi stop a seguire, le triangolazioni, i dribbling coi quali aggirare l'avversario e i cambi di direzione improvvisi.Un gradito ritorno? Questi ultimi, pur non avvenendo in maniera molto fluida, non sembrano però soffrire dei ritardi vistosi dell'edizione 2012. Non siamo ancora nella sfera della completa libertà senza binari, ma limitandoci alla serie di PES non si era mai raggiunto un tale livello, e ciò in Pro Evolution Soccer 2013 sembra poter garantire una maggiore varietà nella composizione e nella costruzione di un'azione. Proprio la varietà, assieme al controllo di cui sopra, è infatti un altro punto sul quale hanno insistito tantissimo gli sviluppatori. Qui entra in ballo il cosiddetto ProActive AI, la nuova intelligenza artificiale appositamente ideata per questa edizione e in grado di far muovere compagni e avversari in maniera più intelligente. Il modo con il quale le squadre agiscono in rapporto alla caratura tecnica dei propri uomini, agli schemi adottati e alle potenzialità generali del team che hanno di fronte, specie ai livelli di difficoltà più alti, ma anche la reazione dei singoli atleti in relazione ai movimenti compiuti dall'atleta controllato dall'utente, è qualcosa che nel recente passato raramente si era visto in PES. Vedere per esempio il Barcellona adottare un tipo di gioco che premia il possesso palla piuttosto che i lanci lunghi o i cross dalle fasce, oppure i giocatori della Juventus attaccare gli spazi in maniera convinta per suggerire il passaggio filtrante quando ha la palla Andrea Pirlo rende maggiormente l'idea che sul campo ci siano persone "vive" rispetto al 2012.Torna al Sommario

La difesa è tutto

Allo stesso modo in fase difensiva gli atleti virtuali sono più vicini all'azione e leggono meglio i movimenti degli avversari, risultando di conseguenza più attenti nella marcatura, nell'anticipo ma anche in quei movimenti in aiuto del collega in difficoltà correndo per un raddoppio (richiamando come sempre il compagno di squadra col tasto apposito), oppure per chiudere su un eventuale cross posizionandosi fra la palla e il bomber rivale. Non tutto funziona sempre a dovere, specie nel gioco aereo, ma certamente quella attuale non ha niente a che vedere con la tanto (giustamente) criticata intelligenza artificiale dei difensori e della linea difensiva del precedente capitolo accusata di essere troppo bassa e lontana dagli attaccanti avversari. A tutto ciò si aggiunge inoltre una interessante feature che regala più veridicità all'azione e ricorda in chiave minore la difesa tattica di FIFA. Un gradito ritorno?In fase di copertura la pressione del dorsale destro RT/R2 permetterà al difendente di muoversi rimanendo sempre con gli occhi rivolti al pallone, così da non perdere tempo a girarsi qualora dovesse essere necessario effettuare un intervento: premendo due volte il tasto A (X su PlayStation 3) si può affondare un tackle piegato in avanti, cosa che se da un lato può risultare determinante per togliere la sfera dai piedi dell'attaccante, dall'altro può rivelarsi deleterio, visto che una volta sbagliato si può lasciare il via libera al Totti di turno. Qui importante oltre al tempismo nell'intervento è il migliorato sistema che gestisce i contrasti, che tiene più conto di aspetti quali la corsa, l'equilibrio e la stazza dei calciatori impegnati nella lotta corpo a corpo per la conquista della palla. A completare il quadro relativo al gameplay c'è poi il già citato Player ID, ovvero un sistema comportamentale che rende più verosimile quello dei calciatori più celebri all'interno del gioco. Con esso i vari Cristiano Ronaldo, Messi, Robben, Iniesta, Neymar e chi più ne ha più ne metta, per un totale di circa una cinquantina di giocatori (in futuro questa lista verrà arricchita a partire da PES14), sono riconoscibili non solo nell'aspetto, ma anche nel modo di correre, agire e "ragionare". E la cosa in effetti sembra funzionare abbastanza bene. In sostanza uno come Xavi sa sempre come gestire e far girare al meglio palla mentre il suo compagno Puyol non esiterà un istante a sfruttare la sua fisicità e capacità di anticipo per gettarsi alla disperata sul bomber avversario lanciato a rete, così come i funambolici attaccanti di Real e Santos non disdegneranno ovviamente l'azione personale, puntando i difensori per saltarli e tentare la conclusione verso la porta.Torna al Sommario
ObiettiviPES 13 regala ventotto obiettivi ai giocatori. Per ottenerli bisogna soddisfare le richieste del gioco nelle varie modalità sia online che offline, come vincere la prima amichevole contro la CPU, la Champions League o una della altre coppe internazionali, debuttare come professionista in qualche competizione ufficiale o diventare capitano in Diventa un Mito, trionfare in un torneo sulla rete e così via.

Atmosfera azzeccata

A fronte di tante migliorie ci sono però alcune deficienze che minano il giudizio complessivo. Detto poco sopra dei binari non totalmente eliminati, permangono alcuni automatismi che continuano a palesarsi in alcune azioni e in certe giocate dove il computer ci mette lo zampino, cose che tendono a creare una spaccatura tra chi apprezza o meno questo gameplay comunque "pilotato" in certi aspetti. Il comportamento dei portieri, seppur migliorato, talvolta appare poi piuttosto strano e non è difficile vedere un estremo difensore compiere un autentico miracolo su una bordata ravvicinata salvo poi farsi uccellare come un pollo a causa di una ribattuta male eseguita e non necessaria, specie sulle palle basse. Per il resto, tutto quello che abbiamo sopra descritto sulla partita giocata viene impreziosito da un taglio per regia e replay degno di una vera produzione televisiva, il che, specie durante le manifestazioni ufficiali come per esempio la più volte citata Champions League, restituisce agli utenti tutta l'atmosfera della competizione e la sensazione di parteciparvi davvero con la propria squadra del cuore. Sempre rimanendo in tema, va fatto poi un plauso a Konami per aver incrementato il set di animazioni degli atleti in modo da donargli movimenti ancora più amalgamati tra loro rispetto al passato, anche se oggettivamente in tal senso non siamo ancora a livello della concorrenza, e di essere riuscita ancora una volta a fare un ottimo lavoro nella realizzazione di maglie e volti dei giocatori. Un gradito ritorno?Molto lodevole è il "trattamento" riservato ai calciatori delle squadre italiane, con la presenza delle facce reali di calciatori come Vidal, Bonucci, Maggio, etc. Alti e bassi invece per gli stadi, che sono per la maggior parte solo nella media. Per quanto concerne la parte sonora, buoni i cori, meno finti del passato e molto più "sincronizzati" per ritmo e varietà con quanto avviene sul campo, con una maggiore partecipazione del pubblico durante l'azione caratterizzata da diverse tonalità di tifo e applausi o fischi più o meno convinti, così come bella risulta la telecronaca, ancora una volta affidata a Pierluigi Pardo e Luca Marchegiani. Il ritmo del loro commento appare più continuo e dinamico rispetto al recente passato, specie ovviamente quando si disputano tornei coperti da licenze ufficiali, partite di cartello e gare all'interno di stadi famosi. E' infatti proprio in quei frangenti che il duo di cronisti dà sfoggio di una buona varietà nelle frasi che accompagnano i vari momenti del match oppure nelle parti introduttive di sfide quali Barcellona-Real Madrid o il derby Milan-Inter.

PRO :-)
  • Le novità introdotte nel gameplay migliorano la qualità dell'esperienza
  • Maggiore controllo sui calciatori e sulle squadre
  • Più libertà in fase di tiro e passaggio
  • La strada intrapresa sembra finalmente quella giusta...
CONTRO :-(
  • ...anche se c'è ancora da lavorare
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venerdì 23 marzo 2012

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tesina : gabrile d' annunzio

Ø IL DECADENTISMO
Ø GLI ESPONENTI E LE CORRENTI DEL DECADENTISMO
Ø D’ANNUNZIO: CRONOLOGIA DELLA VITA
Ø VITA MONDANA E RAFFINATA
Ø ACCESO INTERVENTISTA E SCRITTORE PROLIFICO
Ø INDIVIDUALISMO ED ESTETISMO
Ø LE OPERE





Il Decadentismo

Verso la fine del XIX secolo sorsero nuovi indirizzi di pensiero, si affermarono una nuova sensibilità, un nuovo gusto, un nuovo concetto dell’arte.
Questa subì un profondo rinnovamento e venne vista come pura espressione dello spirito dell’artista, come rivelazione autentica dell’essenza più segreta delle cose.
La corrente culturale che andò sviluppandosi prese il nome di Decadentismo.
Esso si presentava come reazione al Positivismo in filosofia e al Realismo in letteratura.

Con il termine decadentismo si indica una tendenza della cultura, del gusto letterario e del costume diffusasi all’inizio del Novecento in Europa e nel mondo occidentale, le cui origini risalgono agli ultimi vent’anni dell’Ottocento.
La parola deriva da décadent, termine usato in Francia con significato dispregiativo nei confronti di quelli che, nella seconda metà dell’Ottocento, venivano definiti “poeti maledetti” per la loro vita disordinata e ribelle, per le innovazioni che introducevano nella loro arte.
Essi non solo non si sentirono offesi, ma accettarono questo appellativo come una giusta definizione del loro Stato d’animo: stanco, annoiato, sazio in una società che a loro sembrava avesse compiuto il suo ciclo storico e fosse ormai vicina alla fine.
Assunsero tale atteggiamento in senso polemico, per ostentare la loro “diversità” rispetto alla gigia banalità del “gregge” costituito dalla gente comune.
Oggi con il termine Decadentismo si indica una corrente culturale che, negli anni tra la fine dell’Ottocento e la Seconda Guerra Mondiale, esprime la crisi profonda inquietudine della civiltà occidentale in un periodo in cui tutto si trasforma velocemente e viene messo in discussione.


Le caratteristiche del decadentismo

Il Decadentismo è un movimento europeo che ebbe origine in Francia.
Il quadro politico dell’Europa negli ultimi anni del XIX secolo e nel Novecento presentava gravi motivi di pessimismo e di angoscia; infatti gli ideali di pace, di progresso, di maggiore giustizia sociale, di una scienza intesa come liberatrice, ideali che erano stati propri del Romanticismo e del Positivismo, venivano contraddetti dalla realtà dei fatti.

L’angoscia esistenziale

Queste nuove idee portarono a un ripensamento critico dei valori sostenuti dal Positivismo, provocando uno Stato d’animo d’angoscia esistenziale, che costituì la base del pensiero decadente, e un’esaltazione della parte irrazionale dell’uomo.
La vita appariva senza scopo, grigia, oppressa dalla noia e dal senso del mistero; in essa l’uomo si sentiva solo, isolato, senza possibilità di comunicare.
Questo generale smarrimento di fronte alla realtà e il formarsi di correnti non più fondate sulla ragione influenzarono l’arte e la letteratura.
Lo scrittore non si sentiva più in grado di fare da testimone, da interprete della sua epoca, strumento di educazione e di elevazione come durante il Romanticismo, quando la poesia e la letteratura avevano uno stretto legame con la vita sociale.
Egli tendeva piuttosto a stabilire con il lettore una comunicazione intima di stati d’animo individuali, di indefinite emozioni interiori.

La negazione della ragione

Un’altra espressione della sensibilità decadente è la negazione della ragione come strumento di rielaborazione della realtà e, al contrario, la rivalutazione della componente irrazionale dell’uomo, della suggestione dei sensi e dell’istinto.
Vennero esaltate le sensazioni, tanto più valide quanto più fuori dalla norma, originali e raffinate.
Anche la natura non era più conoscibile dalla ragione, ma era sentita come oscura, impenetrabile, misteriosa; l’unico tramite tra la realtà e l’uomo era la poesia, a cui era attribuita la funzione di illuminazione e di rivelazione.






Il Decadentismo si diffuse in Italia un po’ più in ritardo rispetto alla sua affermazione nel resto dell’Europa.
Gli esponenti più significativi della corrente letteraria italiana del Decadentismo sono i poeti Giovanni Pascoli e Gabriele D'Annunzio.

La poesia

Pascoli e D'Annunzio, pur molto diversi nelle loro manifestazioni artistiche, sono espressione di quest’epoca di crisi e della nuova concezione della poesia, vista come rivelazione dell’inconscio, dell’assoluto, del mistero che è la vita.
Gli uomini appaiono al poeta come creature fragili, vittime di un destino sconosciuto e imponderabile, da cui sono costretti a una vita difficile che forse non vale la pena di essere vissuta.

Estetismo e superuomo

Tra le numerose correnti che caratterizzarono il Decadentismo ne tratterò solo due: l’estetismo e la concezione di superuomo; questi sono infatti i temi più ricorrenti nelle opere di Gabriele D'Annunzio.
È invece assente nelle sue opere il dramma della solitudine umana e dell’angoscia esistenziale; anzi, la solitudine dell’intellettuale è vissuta come un privilegio aristocratico di distacco dalle masse.
Il poeta può influenzare gli altri, offrendo loro miti in cui credere e l’esempio di uno stile di vita che si pone al di fuori di ogni regola e di ogni convenzione.
D'Annunzio vuole attuare una vita inimitabile e affronta anche nella realtà gesta clamorose, come furono alcune sue imprese audaci durante la Prima Guerra Mondiale e l’occupazione della città di Fiume.
La poesia è concepita come creazione libera di pura bellezza, in contrasto con le “miserie” del Verismo; la ricerca della parola fondamentale e suggestiva diventa fondamentale per realizzare l’estetismo artistico.



Cronologia della vita

1863: nasce a Pescara il 12 Marzo da Francesco Paolo, possidente, e da Luisa Benedictis.
1874: entra come convittore nel collegio Cicognini a Prato, dove rimane fino al 1881.
1879: pubblica una raccolta di poesie (Primo vere).
1880: sul “Fanfulla della Domenica” esce un articolo del Chiarini a lui dedicato (A proposito di un
          nuovo poeta).
1881: si iscrive alla facoltà di lettere dell’Università di Roma (ma non prenderà mai la laurea). È già noto nel mondo letterario e collabora al “ Capitan Fracassa”, al “Fanfulla” e alla “Cronaca Bizantina”.
1882: conosce il Carducci. Pubblica una raccolta di liriche, Canto novo, e una di novelle, Terra vergine. A Roma, intanto, ha numerose avventure “galanti”.
1883: sposa, dopo una fuga romanzesca, la duchessina Maria Hardouin. Pubblica l’Intermezzo di rime.
1884: gli nasce il figlio Mario (cui seguiranno Gabriele e Veniero). Pubblica una nuova raccolta di novelle, Il libro delle vergini. Comincia la collaborazione alla “Tribuna”, che continuerà fino al 1888, sotto vari pseudonimi.
1885: viene ferito in un duello alla sciabola. In Novembre dirige la nuova serie della “Cronaca Bizantina”.
1886: pubblica la raccolta di novelle San Pantaleone e le poesie di Isaotta Guttadauro.
1887: con il De Bosis compie un’avventurosa crociera sull’Adriatico: vengono salvati da una nave da guerra.
1888: da Luglio a Dicembre scrive il suo primo romanzo, Il piacere.
1889: pubblica Il piacere; revisiona l’Isaotta Guttadauro che diventa Isotteo-Chimera.
1891: esce nella “Nuova Antologia”, a puntate, Giovanni Episcopo, col titolo Dramatis personae; a causa dei debiti, torna in Abruzzo, ospite del Michetti; scrive L’Innocente, pubblicato nelle appendici del “Corriere di Napoli”.
1892: pubblica L’Innocente, in volume, e le Eligie romane.
1893: pubblica il Poema paradisiaco, le Odi navali e, a puntate, il Trionfo della morte, di cui non aveva ancora ultimato la stesura.
1894: pubblica in volume il Trionfo della morte; ritorna in Abruzzo: a Pescara e poi a Francavilla.
1895: prima a puntate nel “Convito”, poi in volume, viene pubblicato il romanzo Le vergini delle rocce. Pronuncia a Venezia il discorso L’allegoria d’autunno.
1897: viene eletto deputato nel collegio di Ortona; in Parlamento siede all’estrema destra, ma non svolge una vera attività politica. Mette in scena a Parigi, con l’interpretazione della Duse, il Sogno di un mattino di primavera.
1898: rappresenta a Parigi La città morta. Si ritira a vivere con la Duse a Settignano (Toscana) nella villa della Capponcina, che arreda con grande sfarzo.
1899: rappresenta due tragedie, La Gioconda e La Gloria; appaiono sulla “Nuova Antologia” le prime Laudi.
1900: abbandona clamorosamente i banchi dell’estrema destra e si unisce ai socialisti e all’estrema sinistra che attuavano l’ostruzionismo contro i provvedimenti liberticidi di Pelloux. Non viene però eletto alle elezioni successive. Pubblica Il fuoco.
1901: rappresenta la Francesca da Rimini a Roma.
1902: pubblica le Novelle della Pescara.
1903: in Maggio pubblica Maia. Laus vitae, primo volume delle Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi; in Dicembre escono anche il secondo e il terzo volume. Elettra e Alcyone.
1904: mette in scena a Milano, con grande successo, La figlia di Iorio.
1905: rappresenta, sempre a Milano, La fiaccola sotto il moggio; scrive la Vita di Cola di Rienzo.
1906: a Roma mette in scena, senza successo, Più che l’amore.
1908: nella stessa città riscuote invece successo La nave.
1909: pubblica la tragedia Fedra. Compie il primo volo. Lascia la Capponcina per vivere a Marina di Pisa.
1910: pubblica Forse che sì forse che no. Indebitato per le folli prodigalità e assalito dai creditori, deve vendere la Capponcina; si ritira in un “volontario esilio” in Francia.
1911: in Maggio rappresenta a Parigi, con musiche di Debussy, La martire de Saint Sébastien. In occasione del conflitto italo-turco inizia Le canzoni delle gesta d’oltremare, che pubblica sul “Corriere della Sera”.
1912: per la morte del Pascoli scrive La contemplazione della morte. Pubblica Merope, IV libro delle Laudi. Scrive la Pisanelle oula mort parfumée.
1913: scrive la Leda senza cigno. Mette in scena Le chèvefreuille (che più tardi tradurrà in italiano con il titolo di Il ferro) e La Parisina, musicata da Mascagni.
1915: dopo lo scoppio della guerra mondiale, rientra in Italia, facendosi promotore dell’intervento italiano a fianco delle nazioni dell’Intesa. Dichiarata la guerra, parte volontario e preme sul comando per essere impiegato in azioni rischiose. Il 7 Agosto vola su Trieste, lanciando un messaggio alla città; il 20 dello stesso mese vola su Trento.
1916: il 16 Gennaio si ferisce in un atterraggio di fortuna; per aver trascurato la ferita, perde l’occhio destro. In Settembre, contro il parere dei medici, ritorna al fronte, dove prende parte a varie azioni di guerra.
1917: in Agosto conduce una serie di azioni notturne su Pola.
1918: nella notte tra il 10 e l’11 Febbraio partecipa alla beffa di Buccari; in Agosto comanda un volo su Vienna e lancia un messaggio sulla città.
1919. scrive la Lettera ai Dalmati e nel Settembre, con 287 legionari, muove ad occupare Fiume. Scrive vari Discorsi e Proclami. In Novembre esce Contro uno e contro tutti.
1920: Fiume è assediata e, il 29 Dicembre, D’Annunzio abbandona il potere al Comune.
1921: in Gennaio lascia Fiume e si ritira a Gardone nella villa di Cargnacco, poi chiamata il Vittoriale degli Italiani, dove rimane fino alla morte. Pubblica il Notturno.
1924: è nominato principe di Montenevoso. Pubblica il primo volume delle Faville del maglio: Il Venturiero senza ventura.
1926: viene fondato l’Istituto nazionale per l’edizione di Tutte le opere di D’Annunzio.
1928. esce il secondo volume delle Faville del maglio: Il compagno dagli occhi senza cigli.
1931: pubblica Il sudore di sangue e L’Urna inesausta.
1934. escono i Canti della guerra latina, che costituiscono il V libro delle Laudi: Asterope.
1935: pubblica le Cento e cento e cento pagine del Libro segreto di Gabriele D’Annunzio tentato di morire.
1936: per la guerra d’Etiopia pubblica Teneo te Africa.
1937: è nominato presidente dell’Accademia d’Italia.
1938: il 1°Marzo muore improvvisamente nel Vittoriale.




















Vita mondana e raffinata

Gabriele D’Annunzio, nato a Pescara nel 1863, conseguì la licenza liceale al collegio Cicognini di Prato e si affermò nel campo della poesia con le sue prime raccolte: Primo vere  e Canto novo.
Si stabilì a Roma per frequentare la facoltà di lettere della capitale.
Da allora il poeta cominciò a costruire il suo vivere inimitabile e la sua prestigiosa opera letteraria: gli infiniti amori (in particolare quello con Eleonora Duse, la più famosa attrice teatrale dell’epoca), la passione per i primi voli aeronautici, la vita fastosa da principe nella villa La Capponcina prima e nel Vittoriale poi, le leggendarie e spericolate imprese nella Prima Guerra Mondiale.
D’Annunzio morì nella sua ultima, lussuosa villa che chiamò Vittoriale degli Italiani, in nome del suo grande amore per la patria.




Acceso interventista e scrittore prolifico

Molto intensa e varia fu la sua attività letteraria, costituita da una vasta produzione poetica, narrativa e drammaturgia, nonché di prose giornalistiche, di memorie ed impressioni.
Collaborò con molti giornali, cronache culturali e mondane che contribuirono alla sua fama e maturarono in lui il vivo senso dei bisogni del pubblico e delle mode letterarie.
Oberato però dai debiti a causa della sua vita lussuosa e delle sue dispendiose abitudini, decise di scappare in Francia per sfuggire ai creditori.
Qui scrisse molte opere teatrali in francese e le Canzoni della guerra d’oltremare per celebrare la guerra italiana in Libia.
È però in Italia che scrive la sua più vasta produzione poetica: iniziò a scrivere poesie in cui i tratti di derivazione carducciana e naturalistica vengono accentuati in una sensualità tipicamente dannunziana.
Seguirono poi scritti influenzati dalla poesia parnassiana francese prima, e ispirati alla Roma barocca poi; in particolare il suo Poema paradisiaco esercitò una forte influenza sulla poesia del primo Novecento.
Le sue opere più importanti, però, son racchiuse in una collana di volumi: Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi.
Avrebbe dovuto comprendere sette libri, ma gli ultimi due non vennero mai pubblicati per via della morte del poeta: Maia. Laus vitae, Elettra, Alcyone, Merope, Asterope: gli inni sacri della guerra giusta 1914-18; i libri non pubblicati, perché solo progettati, ma mai scritti, erano: Taigete: il sogno dell’uomo e Celeno: laus mortis.
Non meno vasta fu la sua produzione narrativa.
Cominciò con alcune raccolte di novelle di ispirazione veristica, ma pervasa da un lirismo simile a quello del contemporaneo o più vicine al naturalismo francese.
Successivamente si dedicò, per quanto riguarda la narrativa, solo al romanzo, anche perché esso incontrava di più il favore del pubblico.
Tra i suoi scritti si può ricordare il primo, che fu anche il più famoso: Il piacere.
Nei romanzi seguenti operò la suggestione dei romanzieri russi.
Tra questi si può ricordare il Trionfo della morte, dove si affaccia per la prima volta una caratteristica degli scritti dannunziani: la concezione del superuomo.
D’Annunzio è anche uno scrittore contemporaneo, e lo dimostra nel suo ultimo romanzo, dove si apre alla nuova realtà delle macchine, in particolare degli aeroplani.
D’Annunzio si impegnò anche nel teatro, con una serie di drammi che modificarono il gusto verista allora prevalente.
Questi testi, per il linguaggio ricercato, lontani dal gusto contemporaneo, conobbero una loro popolarità, anche grazie alle interpretazioni della Duse.
In seguito egli cominciò a pubblicare delle prose di riflessione e di memoria che prevalsero negli ultimi anni della sua vita.
Sono scritti che sembrarono rivelare un D'Annunzio intimo e dimesso e costituiscono esempi di una prosa più moderna e sincera.
Esperimentò nella prosa la poetica dei naturalisti e dei veristi italiani, svuotandoli del loro contenuto ideologico e sociale e lasciandosi attirare dal gusto del primitivo e del selvaggio e da una tecnica descrittiva tanto obiettiva quanto minuziosa, impassibile e crudele.







Individualismo ed estetismo

La produzione letteraria di D'Annunzio, ammiratissima tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, appariva già superata alla fine della Prima Guerra Mondiale.
Della sua arte infastidiva la mancanza di un vero sentimento: un’arte che si fa ammirare, ma non commuove.
Il poeta visse in maniera piuttosto esteriore e superficiale le esperienze del Decadentismo, del quale parve non cogliere il dramma morale, ma soltanto alcuni atteggiamenti più comuni alla sua indole.
L’individualismo, sentito come esaltazione del proprio io, al centro dell’attenzione; l’estetismo, cioè la concezione della vita come culto dell’arte e del bello.
Nello stesso tempo D'Annunzio si presenta come continuatore della tradizione classicista italiana, nella ricerca della parola poetica raffinata, inconsueta, suggestiva.
Egli spezza i legami sintattici e usa in modo originale la metafora, creando una sequenza di immagini che scaturiscono liberamente una dall’altra.
Gli effetti sonori, come le assonanze e le onomatopee, sono ricorrenti nelle sue poesie.
I versi sono brevi e non seguono uno schema fisso, le rime sono distribuite liberamente o sostituite dalle assonanze.
Le strofe sono diverse da quelle tradizionali.
Il poeta usa un linguaggio fastoso, disponendo parole e immagini in accostamenti musicali e sostituendo parole comuni con termini caduti in disuso; ricorre con insistenza a ripetizioni e a ritornelli.






                                                               I PASTORI

Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all’Adriatico selvaggio
che è verde come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d’acqua natìa
rimanga ne’cuori esuli a conforto
che lungo illuda la loro sete in via.
Rinnovato hanno verga d’avellano.

E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
Conosce il tremolar della marina!

Or lungh’esso il litoral cammina
la greggia. Senza mutamento è l’aria.
Il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquìo, calpestìo, dolci romori.

Ah, perché non son io co’miei pastori?







PARAFRASI

In Settembre i pastori abruzzesi lasciano i recinti all’aperto per andare con il gregge verso il mar Adriatico che è impetuoso, ma verde come i pascoli che i pastori hanno appena lasciato.
I pastori bevono molto alle sorgenti di montagna in modo da non avere sete durante il lungo viaggio, ma soprattutto perché il sapore di quest’acqua li conforti, ricordandogli la loro terra perché, avendola lasciata, sono tristi.
Prima di partire prendono un nuovo bastone in legno d’avellano.
I pastori si incamminano verso la pianura attraverso il sentiero che hanno percorso loro stessi l’anno passato, ma anche i loro avi.
Il sentiero sembra un silenzioso fiume di erba.
I pastori attendono con speranza che qualcuno gridi di aver visto il mare, così da avere la certezza che il viaggio è quasi al termine.
Ora il gregge cammina lungo la spiaggia.
Non c’è vento.
Il sole illumina la lana delle pecore così tanto che si confonde con la sabbia della spiaggia.
Il rumore che provoca il passaggio delle pecore sulla riva, calpestando l’acqua, è dolce.
Ah, perché non ci sono anch’io insieme ai pastori?








LA PIOGGIA NEL PINETO



Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano con gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitìo che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il cielo cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirito
silvestre,
d’arborea vita viventi,
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, ascolta. L’accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall’umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s’allenta, si spegne.
Solo una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s’ode voce del mare.
Or s’ode su tutta la fronda
crosciare
l’argentea pioggia
che monda, il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell’aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pèsca
intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l’erbe,
i denti negli alvèoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione.


PARAFRASI

Taci.
All’inizio del bosco non sento le parole umane che dici; ma sento parole diverse che parlano con gocce e foglie lontane.
Ascolta.
Piove da nuvole sparse nel cielo.
Piove su le tamerici imbevute di salsedine e bruciate dal sole, piove sui pini che hanno una corteccia ruvida e aghi aguzzi, piove sui mirti, sacri alla dea Venere, piove sulle ginestre risplendenti di fiori gialli raggruppati e fitti, luminosi come il sole, piove sui ginepri folti di bacche profumate.
Piove sui nostri volti verdi come il bosco, piove sulle nostre mani nude, su nostri vestiti leggeri, sui pensieri puri a cui l’anima si apre, divenendo nuova, su la vita e l’amore che ieri ti illuse, che oggi mi illude, o Ermione.
Senti?
La pioggia cade sulla solitaria vegetazione, il rumore ritmato delle gocce che cadono è più o meno intenso a seconda del fogliame, più o meno rado.
Ascolta.
Risponde alla pioggia il canto delle cicale, che né la pioggia proveniente da sud, né il cielo grigio impaurisce.
E il pino ha un suono, il mirto un altro, il ginepro un altro ancora, sembrano strumenti musicali suonati da innumerevoli dita: le gocce di pioggia.
E noi siamo immersi nello spirito del bosco, viviamo la vita delle piante, e il tuo volto trasfigurato è impregnato di pioggia come una foglia, e i tuoi capelli profumano come le ginestre chiare, o creatura della Terra che ti chiami Ermione.
Ascolta, ascolta.
Il canto delle cicale che volano si fa a poco a poco più cupo sotto la pioggia che batte più forte, ma un altro canto vi si mescola, il canto rauco delle rane che viene da laggiù, dall’umida oscurità lontana.
Sempre più sordo e più fioco, si attenua, si spegne, tace.
Rimane viva solo una nota che trema, tace.
Ricomincia, trema, tace.
Non si sente nessuna voce provenire dal mare.
Ora si sente su tutti i rami il rumore della pioggia color argento che purifica, il suo rumore varia a seconda che le foglie siano più fitte o meno fitte.
Ascolta.
La cicala è muta; la rana, lontana, canta nell’oscurità, chi sa dove, chi sa dove!
E piove sulle tue ciglia, Ermione.
Piove sulle tue ciglia nere e sembra che tu pianga, ma di piacere; non sei bianca, ma quasi verdeggiante, sembra che tu esca dal tronco di un albero.
E tutta la vita è nuova e profumata, il cuore nel petto è puro e perfetto, gli occhi, tra le palpebre, sono come sorgenti tra l’erba, i denti, nelle gengive, sono come mandorle acerbe.
E andiamo di cespuglio in cespuglio, ora uniti, ora separati (e gli arbusti vigorosi e robusti ci impediscono il cammino) chi sa dove, chi sa dove!
Piove sui nostri volti verdi come il bosco, piove sulle nostre mani nude, su nostri vestiti leggeri, sui pensieri puri a cui l’anima si apre, divenendo nuova, su la vita e l’amore che ieri mi illuse, che oggi ti illude, o Ermione.